Prefazione
L'Ordine al Merito della Repubblica Italiana (OMRI) è il primo Ordine nazionale, una delle più alte onorificenze che lo Stato italiano conferisce ai suoi cittadini, simbolo di un riconoscimento pubblico per coloro che, con il proprio impegno, hanno contribuito significativamente al progresso sociale, culturale, economico e scientifico del Paese.
Dietro a questo titolo, che nella sua formalità può sembrare esclusivamente un onore simbolico, si nascondono questioni più profonde, relative all'analisi dell'istituzione stessa, del suo ruolo e della sua funzione all'interno della società italiana.
L'OMRI non è solo un riconoscimento, ma un simbolo che, nel corso dei decenni, ha attraversato la storia e le trasformazioni del nostro Paese, raccontando il rapporto tra individuo e collettività, tra impegno personale e benessere comune, tra il singolo e la Nazione.
Perché scrivere questo libro? Perché, seppur il merito sembri a volte un concetto scontato o addirittura ridondante, esso deve essere compreso meglio, soprattutto in un'epoca in cui i valori fondamentali della Repubblica sembrano spesso messi in discussione.
Oggi, infatti, assistiamo a una pluralità di modelli di successo che non sempre rispecchiano i principi della meritocrazia, in cui l'efficacia, la qualità del lavoro, e il contributo alla società vengono talvolta sostituiti da dinamiche superficiali o da visibilità effimera.
In questo contesto, l'Ordine rappresenta un ancoraggio ai valori fondanti della nostra Repubblica: quello del servizio, dell'integrità, della dedizione al bene comune.
Questo libro vuole, dunque, rispondere alla necessità di riportare l'attenzione sulla centralità del merito come valore intrinseco e dinamico, in grado di far crescere la società e di orientare il cambiamento.
Scrivere su questo riconoscimento significa anche riflettere sul significato che attribuiamo al merito e alla sua importanza per la costruzione di un futuro collettivo più giusto e prospero: non si tratta solo di premiare chi ha eccelso in un campo particolare, ma di ribadire che ogni azione positiva, ogni contributo costruttivo, ogni dedizione verso il bene comune è un atto che merita di essere riconosciuto e valorizzato.
Inoltre, l'Ordine è anche un testimone della nostra evoluzione: la sua istituzione nel 1951, immediatamente dopo la Seconda guerra mondiale, segna una volontà chiara di ricostruire un Paese devastato dal conflitto, di guardare al futuro con fiducia e speranza.
La sua genesi si intreccia con quella dell'Italia repubblicana, riflettendo le sfide politiche, economiche e sociali che il Paese ha affrontato nel corso dei decenni, mentre la sua evoluzione, infatti, segue i cambiamenti della società italiana, cercando di adattarsi alle nuove necessità e di premiare quei valori che più rispondono ai bisogni della comunità in ogni periodo storico.
La pubblicazione vuole anche esplorare il ruolo che l'OMRI ha avuto: non solo di premiare l'eccellenza isolata, ma di riaffermare l'importanza del contributo di ciascun individuo al benessere collettivo.
Chi è ammesso nell'Ordine non è solo un soggetto che ha raggiunto un traguardo, ma un testimone di come la dedizione e l'impegno possano incidere profondamente sulla comunità e sulla storia del Paese.
Descrivere, illustrare, argomentare su questo tema è anche un atto di riflessione sui tempi attuali, che tendono a smaterializzare il valore del lavoro e a ridurre la comprensione del "merito" a logiche esclusivamente economiche o di visibilità: è pertanto necessario ricordare l'importanza di un sistema che riconosca e premi quei comportamenti e quelle azioni che vanno al di là del profitto immediato, celebrando il valore dell'integrità e dell'impegno a lungo termine.
In conclusione, l'opera non si limita a raccontare l'OMRI come un riconoscimento, ma vuole stimolare una riflessione più ampia su cosa significa, oggi, "merito" in Italia, attraverso nuovi modelli di impegno sociale, per riscoprire la forza di un sistema che premia il contributo positivo, il sacrificio, e la visione di coloro che, nel loro operato quotidiano, costruiscono la nostra Nazione.
Maurilio Ravazzani
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