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La struttura onorifica dell'OMRI

L'Ordine al Merito della Repubblica Italiana si distingue per una struttura ben definita e articolata in classi, pensata per riflettere non solo il prestigio del riconoscimento, ma anche la complessità e la pluralità delle eccellenze che contribuiscono al progresso della società italiana.


Le classi dell'Ordine

L'Ordine al Merito della Repubblica Italiana è suddiviso in cinque classi, ognuna delle quali rappresenta un livello crescente di onore e prestigio. Questa gerarchia è stata concepita per distinguere il grado di merito riconosciuto al destinatario, in relazione alla portata e all'importanza del suo contributo alla società.

Le classi, in ordine ascendente, sono le seguenti.


CAVALIERE

La classe iniziale, destinata a coloro che si sono distinti per meriti particolari in uno specifico ambito, sia esso civile, culturale, militare o sociale. Essere nominati Cavalieri segna l'ingresso ufficiale nell'Ordine e rappresenta un riconoscimento significativo ma accessibile a un ampio spettro di figure meritevoli.


UFFICIALE

Questa classe superiore è riservata a coloro che, oltre ad aver dimostrato meriti significativi, si sono distinti in maniera continuativa nel loro campo di attività. La promozione a Ufficiale è spesso il frutto di una carriera consolidata e riconosciuta.


COMMENDATORE 

Un titolo di alto rilievo, attribuito a persone che hanno raggiunto risultati straordinari o hanno dato contributi particolarmente significativi. Essere nominati Commendatori rappresenta una delle massime forme di riconoscimento offerte dall'Ordine.


GRANDE UFFICIALE

La classe è riservata a personalità di eccezionale rilievo, il cui contributo ha avuto un impatto straordinario sulla società italiana o sul prestigio del Paese. I Grandi Ufficiali sono spesso figure di spicco nei diversi ambiti.


CAVALIERE DI GRAN CROCE

È la classe più alta dell'Ordine, attribuita a individui di eccezionale levatura morale, intellettuale o professionale, figure di singolare profilo, la cui opera ha lasciato un'impronta duratura.


CAVALIERE DI GRAN CROCE CON DECORAZIONE DI GRAN CORDONE

La distinzione di Gran Cordone dell'Ordine viene conferita ai Cavalieri di Gran Croce per premiare altissime benemerenze di uomini eminenti, italiani e stranieri: i destinatari della decorazione di Gran Cordone sono solitamente figure di statura mondiale, tra cui Capi di Stato, alti funzionari internazionali e altre personalità che hanno avuto un impatto considerevole e duraturo sulla società.


La gerarchia ed il prestigio delle classi

La gerarchia interna dell'Ordine non è solo una distinzione simbolica: essa riflette il livello di eccellenza raggiunto dal premiato e la rilevanza del suo contributo per la Repubblica Italiana.

L'Ordine non è concepito come un sistema statico, ma come un percorso che premia la crescita e l'evoluzione dei meriti di un individuo. Un "Cavalierato", ad esempio, può essere solo il primo passo per una carriera di riconoscimenti, se il premiato continua a distinguersi nel suo ambito.

La progressione all'interno delle classi rappresenta quindi una dinamica meritocratica, che incoraggia un impegno costante e duraturo.

È interessante notare come la gerarchia delle classi rifletta anche una dimensione istituzionale e internazionale. Le classi più alte, come quella di Cavaliere di Gran Croce, sono spesso conferite a ambasciatori o figure di spicco della diplomazia, sottolineando l'importanza dell'Ordine anche come strumento di relazioni internazionali. Questo aspetto conferisce all'Ordine una dimensione che va oltre i confini nazionali, proiettandolo in una sfera globale.


La progressione nelle cassi onorifiche

Le onorificenze rappresentano un importante riconoscimento ufficiale, concesse a persone che si siano distinte per particolari meriti o benemerenze e la loro attribuzione segue regole precise, che non solo regolamentano il conferimento iniziale, ma disciplinano anche le eventuali progressioni nei gradi successivi delle cosiddette "classi onorifiche". L'analisi di queste disposizioni rivela l'intento di preservare la solennità e il valore dell'onorificenza stessa, evitando che diventi un riconoscimento attribuito in modo automatico o superficiale.

Il punto fondamentale è rappresentato dal principio secondo cui, salvo i conferimenti "motu proprio" del Presidente della Repubblica, nessuno può ricevere, per la prima volta, un'onorificenza di grado superiore a quello di "Cavaliere". Questa regola riflette un criterio di progressività, finalizzato a evitare disparità eccessive o assegnazioni sproporzionate rispetto ai meriti dimostrati. Tuttavia, la norma prevede un'eccezione per "singolari proposte" in cui siano evidenti benemerenze particolarmente rilevanti.

La progressione nelle classi onorifiche, ovvero l'avanzamento da un grado all'altro, non è mai automatica, né avviene per "anzianità": essa dipende, infatti, dall'acquisizione di ulteriori e successivi meriti, che devono essere chiaramente rilevanti, distinti e nuovi rispetto a quelli che avevano motivato il conferimento del grado precedente.

Questo sottolinea la necessità di un impegno costante e di un continuo arricchimento della propria attività in favore della comunità.

Inoltre, per poter aspirare a una promozione a un grado superiore, è richiesta una permanenza minima di tre anni nel grado inferiore.

La regola che impone un periodo di attesa tra un riconoscimento e l'altro, è pensata per garantire che la progressione sia un processo ponderato, basato su una valutazione approfondita dei nuovi meriti acquisiti nel tempo.

La finalità è duplice: da un lato, preservare l'integrità e il prestigio delle onorificenze, evitando che vengano percepite come un privilegio accessibile per via di automatismi o favoritismi; dall'altro, promuovere un senso di responsabilità in chi le riceve, spingendolo a proseguire e ampliare il proprio impegno civico e professionale.


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