Il governo dell'OMRI
La centralità del Presidente della Repubblica come Capo dell'Ordine emerge quale principio cardinale, che sottolinea il legame inscindibile tra le onorificenze concesse e i valori repubblicani. La figura del Presidente, garante dell'unità nazionale, conferisce un significato di alto simbolismo agli atti di conferimento, esaltando la valenza collettiva e statale del merito.
Attraverso il meccanismo del "motu proprio" il Presidente della Repubblica può agire in modo autonomo per attribuire riconoscimenti straordinari. Questa prerogativa evidenzia l'importanza di un sistema di onorificenze che sappia riconoscere l'eccezionalità anche al di fuori dei canali consueti.
Accanto al Presidente, altre istituzioni come il Consiglio dell'Ordine e il Cancelliere svolgono un ruolo chiave nell'assicurare trasparenza, equità e conformità delle onorificenze ai principi dell'Ordine. Con competenze consultive, deliberative e di supervisione, tali organi garantiscono che i riconoscimenti siano attribuiti in modo rigoroso e conforme agli standard di eccellenza.
La loro attività sottolinea la complessità e la cura con cui lo Stato italiano valorizza il merito e il contributo individuale alla collettività.
Il Capo dell'Ordine e il "motu proprio"
L'art. 2 della L. 3marzo 1951 n. 178, comma 1, recita che: "Capo dell'Ordine è il Presidente della Repubblica".
Tale principio non è solo una questione di formalità, ma racchiude un significato profondo legato alla natura stessa di quest'istituzione e al suo rapporto con l'intero sistema statale.
In primo luogo, va sottolineato che l'Ordine al Merito della Repubblica Italiana rappresenta uno degli strumenti principali attraverso cui lo Stato italiano riconosce e celebra i meriti straordinari dei suoi cittadini.
Il fatto che il Presidente della Repubblica sia il Capo dell'OMRI non è casuale, ma riflette un principio fondamentale del nostro ordinamento: la centralità e la sacralità dell'istituzione presidenziale come simbolo dell'unità nazionale.
Il Presidente della Repubblica non è solo una figura di rappresentanza, ma una garanzia della continuità e della stabilità delle istituzioni: la sua scelta come capo dell'Ordine va letta, quindi, come un'estensione del suo ruolo di custode e promotore del valore collettivo.
Ogni conferimento non è solo un omaggio personale, ma una sorta di "bene comune", che conferisce al destinatario un legame con la Nazione, come se fosse un segno della Repubblica stessa.
Un altro aspetto da considerare è il valore che questa disposizione conferisce al legame tra il popolo e le sue istituzioni: l'Ordine, guidato dal Presidente, è un mezzo attraverso il quale lo Stato riconosce il contributo dei singoli alla costruzione e al progresso della collettività e il Capo dell'Ordine, quindi, non è un funzionario che amministrativamente gestisce un sistema premiale, ma è colui che, simbolicamente, offre alla Nazione il proprio tributo a chi ha arricchito la società con le proprie azioni, i propri sacrifici e i propri successi.
Il fatto che il Presidente della Repubblica sia al vertice dell'Ordine riflette anche una certa continuità storica.
La storia dell'Italia repubblicana, segnata dalla fine del regime monarchico e dall'instaurazione di una democrazia fondata sui valori di libertà, giustizia e uguaglianza, trova in questa istituzione una sorta di eredità moderna e l'Ordine si inserisce in un percorso storico che vuole celebrare coloro che, indipendentemente dalla loro provenienza sociale o politica, hanno dimostrato di incarnare i valori fondamentali della Repubblica.
In questo senso, la figura del Presidente della Repubblica è un punto di riferimento stabile e imparziale, un garante che assicura che l'OMRI stesso non diventi uno strumento di parte, ma resti invece un simbolo condiviso da tutti i cittadini.
La scelta di attribuire questa carica al Presidente della Repubblica ha anche una valenza di equità e imparzialità, poiché il Presidente è una figura eletta per rappresentare l'intero Paese e non parteggia per alcun gruppo politico; pertanto, la sua presenza al vertice dell'Ordine garantisce che i conferimenti non rispondano a logiche politiche o partitiche, ma si basino esclusivamente sul merito.
La sua figura, insomma, ha la capacità di unificare e di rafforzare la credibilità di un sistema che potrebbe altrimenti essere percepito come troppo legato a specifici interessi.
L'Ordine è premiale per l'individuo ma è anche un atto di affermazione collettiva, e il Presidente della Repubblica ne incarna il significato più profondo: quello di un riconoscimento che trascende l'individuo e si inserisce nel contesto più ampio e unitario della Repubblica italiana.
Il Presidente, su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e sentito il Consiglio dell'Ordine, conferisce con decreto le onorificenze due volte l'anno: il 2 giugno, ricorrenza della fondazione della Repubblica, e il 27 dicembre, ricorrenza della promulgazione della Costituzione.
I conferimenti dell'OMRI, di norma, avvengono sulla base di una proposta formale, che può provenire da organi istituzionali, come i ministeri, altri enti pubblici o privati o altri soggetti.
Quando il Presidente della Repubblica conferisce un'onorificenza motu proprio, significa che egli ha deciso, di propria iniziativa, di conferire la stessa a una persona che ritiene meritevole, senza che ci sia stata una richiesta esplicita, una candidatura formale: in altre parole, l'atto motu proprio evidenzia un riconoscimento che nasce dall'esclusivo discernimento del Presidente, che può essere motivato da circostanze particolari o da meriti che, pur non essendo stati ufficialmente proposti, sono stati ritenuti tali da giustificare un omaggio statale.
La conferma di un'onorificenza motu proprio in un contesto come quello dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana ha, quindi, un significato emblematico: non solo dimostra che la persona premiata ha raggiunto un livello di distinzione che va oltre le tradizionali candidature, ma implica anche una sorta di "scelta personale" del Presidente della Repubblica, che può voler premiare qualcuno che ha avuto un impatto significativo ma che, per varie ragioni, non è stato proposto da altri.
L'atto di autonoma iniziativa da parte del Presidente della Repubblica può essere visto come una scelta più rara e più significativa, che sottolinea l'importanza di un determinato individuo, a prescindere dalle procedure ordinarie.
Di queste concessioni straordinarie viene data ampia notizia e diffusione, proprio al fine di esaltare il concetto stesso del "merito" e segnalare pubblicamente casi significativi di impegno civile e di testimonianza dei valori repubblicani, cioè coloro che sono stati, a ragione, definiti gli "esempi civili", gli "eroi del quotidiano".
Il Consiglio dell'Ordine
Il Consiglio dell'Ordine ha la funzione di garantirne il buon funzionamento e la conformità alle finalità istitutive dell'OMRI; è composto da dieci membri, nominati con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, previo parere del Consiglio dei Ministri. Tale procedura di nomina riflette l'alto livello istituzionale di questo organo, il quale beneficia di un processo decisionale articolato, volto ad assicurare trasparenza e legittimità.
Le funzioni attribuite al Consiglio dell'Ordine sono di natura consultiva, deliberativa e di vigilanza, cruciali per il corretto svolgimento delle attività dell'Ordine.
Una delle principali responsabilità del Consiglio è la valutazione delle proposte di concessione delle onorificenze. Questo compito implica un attento esame delle segnalazioni per assicurarsi che i destinatari siano meritevoli e che il conferimento delle onorificenze risponda ai criteri di eccellenza, integrità e benemerenza.
Inoltre, il Consiglio ha il compito di esprimere pareri qualificati su questioni rilevanti legate al conferimento, alla revoca e all'uso delle onorificenze, un ruolo consultivo fondamentale per garantire il rispetto delle disposizioni normative e statutarie, oltre che per preservare il prestigio e la credibilità dell'Ordine.
Un ulteriore compito che spetta al Consiglio è quello di vigilare sulla coerenza delle attività dell'Ordine con i principi statutari, assicurando che l'OMRI operi in conformità con la missione per cui è stato istituito, vale a dire il riconoscimento delle speciali benemerenze verso la Nazione.
La pluralità delle funzioni attribuite al Consiglio dell'Ordine, unitamente alla composizione di alto profilo e al ricorso a un procedimento rigoroso per la nomina dei suoi membri, sottolinea la rilevanza di questo organismo nel sistema, confermandone il ruolo centrale nel mantenere alta la dignità e il valore simbolico dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
Il Cancelliere dell'Ordine
Il Cancelliere è una figura cardine nel funzionamento dell'OMRI, incaricato di garantire l'efficienza operativa e amministrativa di tutte le attività che ne costituiscono il cuore.
La sua importanza deriva dalla molteplicità delle funzioni che gli sono attribuite, le quali si estendono dalla gestione degli aspetti burocratici e procedurali fino alla supervisione delle attività pubbliche e cerimoniali.
Innanzitutto, il Cancelliere presiede il Consiglio dell'OMRI, esercitando un ruolo di guida e coordinamento all'interno di questo organo centrale. Tale responsabilità richiede non solo competenze amministrative, ma anche un forte senso istituzionale e la capacità di garantire che le deliberazioni del Consiglio siano conformi ai principi e agli obiettivi dell'Ordine. Attraverso la sua presidenza, il Cancelliere funge da collante tra le decisioni del Consiglio e l'attuazione concreta delle stesse.
Oltre a presiedere il Consiglio, il Cancelliere è il custode dell'albo ufficiale degli insigniti, un registro di fondamentale importanza che costituisce la memoria storica e documentale dell'Ordine, in cui vengono registrati i decreti di concessione delle onorificenze, assicurando non solo l'ufficialità degli atti, ma anche la loro accessibilità e tracciabilità per scopi istituzionali e pubblici. La gestione di questo albo implica una costante attenzione ai dettagli e un rigoroso rispetto delle procedure, affinché ogni conferimento sia riportato in maniera accurata e conforme alla normativa.
Il Cancelliere è anche responsabile della pubblicazione degli atti relativi alle nomine e alle revoche, un'attività che ha il duplice scopo di garantire trasparenza e di informare la comunità nazionale e internazionale circa le decisioni assunte dall'Ordine.
Attraverso questa funzione, il Cancelliere contribuisce a consolidare la credibilità e l'immagine pubblica dell'istituzione, dimostrando il rispetto per i valori di apertura e legittimità che caratterizzano il sistema delle onorificenze.
Un altro compito fondamentale del Cancelliere è la supervisione dell'emanazione dei diplomi e delle comunicazioni ufficiali. Questa attività, apparentemente di natura formale, ha un valore altamente simbolico, poiché rappresenta il momento in cui il conferimento dell'onorificenza diventa tangibile per l'insignito. I diplomi, spesso corredati da cerimonie ufficiali, costituiscono il riconoscimento visibile e solenne delle benemerenze che hanno motivato l'attribuzione dell'onorificenza.
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