I criteri di conferimento
L'Ordine al Merito della Repubblica Italiana si fonda su un principio basilare: il merito. Tuttavia, il concetto di merito può assumere sfumature diverse a seconda del contesto, della persona e del tipo di contributo offerto alla società.
La normativa che regola l'Ordine lascia spazio a un'interpretazione che tenga conto della diversità e della ricchezza dei contributi individuali.
Tra criteri oggettivi e valutazione soggettiva
Sebbene la normativa stabilisca i criteri generali, ogni candidatura è unica e richiede una valutazione specifica che tenga conto di una pluralità di elementi. Per questo motivo, il merito viene giudicato non solo in base ai risultati concreti raggiunti dal candidato, ma anche alla luce del contesto in cui è avvenuto il contributo.
Ad esempio, un medico che ha lavorato in condizioni estreme durante una crisi umanitaria può essere considerato meritevole quanto uno scienziato che ha ottenuto un importante apprezzamento internazionale.
I criteri di conferimento delle onorificenze OMRI sono legati principalmente al tipo e all'intensità del contributo fornito dal destinatario al bene comune e privilegiano l'impegno costante, i meriti lavorativi acquisiti e la dedizione verso iniziative umanitarie, nonché le attività nel sociale; viene tenuto conto della necessità salvaguardare il principio generale della parità di genere.
Si premiano coloro che si distinguono per meriti personali e professionali, soprattutto quando il loro operato ha un impatto significativo sul benessere sociale, culturale o economico. Viene riconosciuto il contributo al progresso della società, premiando chi, con le proprie azioni, ha migliorato le condizioni di vita della collettività o promosso i valori democratici.
L'onorificenza valorizza anche l'impegno civico, laddove le attività svolte abbiano generato effetti positivi e duraturi, sia a livello locale sia internazionale. Inoltre, si riconosce l'esempio morale ed etico di chi, con la propria condotta, ha saputo ispirare gli altri al miglioramento collettivo, incarnando qualità morali e civiche di alto livello.
L'importanza dell'impatto sociale
Il conferimento non dipende solo dalla natura delle azioni compiute, ma anche dal loro impatto positivo e significativo per la collettività.
Questo criterio sottolinea il ruolo dell'Ordine come strumento per promuovere valori condivisi e ispirare altri a seguire l'esempio dei premiati.
L'impatto sociale è particolarmente evidente nei riconoscimenti conferiti per meriti umanitari e sociali: individui e organizzazioni che si dedicano al sostegno dei più deboli o alla promozione della giustizia sociale incarnano il valore del servizio alla comunità, un principio fondamentale dell'Ordine al Merito.
La pubblica amministrazione
Nel caso specifico dei dipendenti della Pubblica Amministrazione, il conferimento dell'OMRI assume una connotazione ancora più profonda e significativa, poiché riconosce il valore di un lavoro spesso silenzioso e poco visibile, ma indispensabile per garantire il buon funzionamento delle istituzioni e per offrire servizi efficienti e di qualità alla collettività.
Il processo di assegnazione non è automatico né privo di rigore, fondandosi su una valutazione attenta e scrupolosa delle qualità professionali e personali del candidato.
Un dipendente pubblico può ambire a tale onorificenza solo se il suo operato risponde a determinati criteri, che riflettono non solo l'eccellenza professionale, ma anche l'integrità morale e l'impegno etico con cui il servizio viene svolto.
La qualifica rivestita, le competenze culturali e professionali, l'operosità, l'attenzione ai bisogni della collettività e il costante sforzo per migliorare l'efficacia e l'efficienza dell'amministrazione rappresentano gli elementi centrali della valutazione.
Il dipendente pubblico onorato con l'Ordine al Merito della Repubblica Italiana è colui che non si limita a svolgere la propria funzione secondo le regole, ma che va oltre, ponendosi l'obiettivo di migliorare l'istituzione in cui opera e di servire la collettività con spirito di abnegazione. Non si tratta di un riconoscimento legato all'anzianità di servizio: al contrario, l'anzianità o il semplice servizio svolto senza demerito non sono più considerati sufficienti per aspirare a tale prestigioso titolo.
Questa scelta evidenzia un cambiamento significativo e una maggiore attenzione ai valori di merito e responsabilità, al fine di premiare soltanto coloro che si distinguono davvero per un contributo significativo.
Il sistema di selezione prevede, inoltre, che siano esclusi coloro che abbiano riportato note di demerito o che siano stati oggetto di sanzioni disciplinari: la presenza di un qualsiasi demerito comprometterebbe l'autenticità del riconoscimento e tradirebbe il senso profondo dell'onorificenza stessa, che mira a identificare figure di riferimento, modelli da seguire per tutta la comunità.
La Pubblica Amministrazione è spesso percepita come un apparato burocratico distante e immutabile, ma l'opera di coloro che si distinguono per meriti speciali dimostra che al suo interno vi sono persone che lavorano con passione e senso del dovere, contribuendo concretamente a rendere le istituzioni più efficienti, trasparenti e vicine ai cittadini.
L'evoluzione dei criteri di conferimento
L'evoluzione dei criteri di conferimento ha riflettuto la necessità di valorizzare non solo gesti di singolare rilevanza, ma anche azioni continuative, caratterizzate da un valore civico e morale che trascenda l'ordinario,
Le proposte per l'onorificenza erano spesso legate ad atti isolati o comportamenti di singolare rilevanza, capaci di catturare l'attenzione per la loro immediatezza e unicità, oggi il riconoscimento si rivolge a figure che incarnano un impegno costante e tangibile, tanto da configurarsi come modelli civili per l'intera comunità.
La decisione di orientare le candidature in questa direzione non è casuale, ma risponde a una visione più ampia e profonda del ruolo che l'Ordine al Merito della Repubblica deve svolgere nella società moderna.
Questa nuova prospettiva riflette l'esigenza di premiare non solo l'eccezionalità dell'atto singolo, ma soprattutto l'eccellenza quotidiana, il lavoro svolto con coerenza, passione e dedizione, che, giorno dopo giorno, lascia un segno tangibile nella vita della comunità e delle istituzioni.
Si tratta di valorizzare non semplici esempi episodici di merito, ma percorsi esistenziali e professionali che sappiano andare ben oltre l'ordinarietà, trasformandosi in punti di riferimento.
In questo contesto, emerge con forza il concetto di modello civile: una figura che, grazie al proprio impegno straordinario, diventa esempio per gli altri cittadini.
Questi modelli non sono necessariamente legati a posizioni di potere o a gesti eclatanti, ma possono scaturire anche dall'azione silenziosa e costante di chi, con dedizione e altruismo, contribuisce al miglioramento della collettività.
Questa visione, sancita dalla Circolare della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 22 maggio 2013, sottolinea dunque un cambio di rotta nella concezione del merito pubblico.
La Repubblica Italiana, nel conferire l'onorificenza, sceglie di porre in luce figure esemplari che, attraverso il proprio lavoro e la propria condotta, si fanno portatrici di valori universali come la solidarietà, l'integrità morale, il senso civico e l'innovazione sociale.
Il riconoscimento diventa, così, non solo un premio individuale, ma anche uno strumento per rafforzare il senso di appartenenza alla comunità, per ispirare comportamenti virtuosi e per far emergere la parte migliore della società.
In conclusione, la Circolare della Presidenza del Consiglio del 22 maggio 2013 ha rinnovato e rinvigorito il significato dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana, ponendo l'accento sulla necessità di valorizzare azioni straordinarie, che si distinguono per il loro impatto e per la loro capacità di ispirare la collettività. Non più semplici gesti isolati, ma un complesso di azioni che definiscono un percorso di vita o di lavoro degno della più alta considerazione pubblica.
Il Capo dello Stato ha individuato, quali specifici criteri per il conferimento dell'OMRI, i «valori coltivati da chi svolge seriamente, giorno per giorno, il proprio dovere e che si impegna volontariamente per aiutare gli altri in difficoltà» (Sergio Mattarella).
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