La procedura di conferimento
Il conferimento di onorificenze dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana non è solo un riconoscimento simbolico, ma il risultato di un processo istituzionale articolato, che riflette l'importanza e la solennità di questo sistema onorifico.
Ogni passo, dalla proposta di nomina alla cerimonia, è regolato da norme precise e rigorose che mirano a garantire trasparenza, imparzialità e il rispetto dei criteri di merito, mostrando come esse siano il frutto di una collaborazione tra diverse istituzioni dello Stato.
Le proposte
Il primo passo verso il conferimento dell'onorificenza consiste nella raccolta delle proposte di nomina. Questo momento è cruciale, poiché rappresenta il punto di accesso all'Ordine e determina chi sarà considerato meritevole di entrare a farne parte. Le proposte possono avere diverse origini: ministeri, enti pubblici, amministrazioni locali, forze armate, università, associazioni o anche privati cittadini.
Il conferimento delle onorificenze OMRI si fonda su un principio essenziale: il riconoscimento del merito personale e sociale, con l'intento di premiare singolarità ed eccellenze senza ricorrere ad automatismi o privilegi basati su anzianità, appartenenza a specifiche categorie sociali o professionali. L'approccio, fortemente meritocratico, sottolinea l'importanza di valorizzare chi si distingue non solo per le proprie capacità, ma anche per il contributo concreto e significativo apportato, come già scritto, alla collettività.
Per garantire che il conferimento sia adeguatamente motivato, non è sufficiente un generico riferimento a "speciali benemerenze verso la Nazione", ma occorre descrivere in dettaglio i meriti del candidato, indicando con precisione le circostanze di tempo e luogo in cui tali meriti sono stati conseguiti, oltre a specificare l'impatto delle azioni svolte.
A supporto di questa valutazione, è richiesto un curriculum vitae dettagliato, dal quale emergano non solo l'attività lavorativa e gli incarichi ricoperti, ma anche l'impegno profuso in ambiti come il volontariato, il sociale o altre aree rilevanti.
Tale curriculum non è solo un elenco di esperienze, ma una testimonianza concreta dei titoli di merito del candidato, che devono essere sufficientemente significativi da giustificare l'attribuzione di un riconoscimento tanto prestigioso.
Ciò che si richiede, infatti, è un "quid pluris", ovvero un elemento distintivo che caratterizzi in modo significativo il profilo del candidato, andando oltre il semplice svolgimento di un incarico o il rispetto di doveri ordinari.
Pur non pretendendo necessariamente un merito unico e irripetibile, è indispensabile che il candidato si sia distinto per un contributo che superi la norma, dimostrando un impegno straordinario nei vari settori della vita civile e sociale.
Per questo motivo, ogni candidatura deve essere sostenuta da motivazioni congrue e adeguate, rispettando criteri rigorosi che ne garantiscano la qualità e l'integrità.
L'istruttoria delle candidature, curata dagli Uffici Territoriali di Governo e supportata dalla verifica delle banche dati delle Forze di Polizia e dalla regolarità della posizione fiscale, rappresenta una garanzia di trasparenza e rigore.
Questo sistema di valutazione, che può apparire complesso e formalistico, è invece necessario per preservare il prestigio dell'onorificenza e il significato simbolico che essa rappresenta: non un privilegio, ma un riconoscimento che richiama i valori dell'impegno, dell'altruismo e della responsabilità verso la comunità.
La valutazione delle proposte
Una volta raccolte, le proposte vengono trasmesse alla Presidenza del Consiglio dei Ministri (Cerimoniale - Onorificenze), l'organismo incaricato di valutare le candidature è il Consiglio dell'Ordine, che rappresenta un pilastro fondamentale nella procedura di selezione, garantendo trasparenza e imparzialità nel processo di assegnazione delle onorificenze. È composto da alte personalità istituzionali, tra cui il Cancelliere dell'Ordine, figure rappresentative delle istituzioni civili e militari, e altri membri di comprovata esperienza e autorevolezza.
Il lavoro del Consiglio è complesso e articolato. Esso non si limita a verificare la correttezza formale delle proposte, come la conformità ai requisiti normativi e regolamentari, ma si concentra anche su un'analisi approfondita dei meriti evidenziati. Ogni candidatura viene esaminata alla luce dei criteri di eccellenza, che includono il valore delle azioni compiute, il contributo dato alla comunità e la rilevanza delle attività svolte in ambito professionale, sociale o culturale.
Il compito del Consiglio è particolarmente delicato: deve bilanciare l'esigenza di riconoscere l'eccellenza con il rischio di utilizzi impropri o strumentali dell'onorificenza: ciò significa che ogni nomina deve rispondere non solo a criteri oggettivi di merito, ma anche a principi di trasparenza ed equità. In particolare, il Consiglio presta grande attenzione a evitare che le onorificenze siano assegnate per motivi puramente opportunistici o come ricompensa per interessi personali o politici.
Per garantire la massima imparzialità, il Consiglio si avvale di una documentazione dettagliata fornita a supporto di ogni candidatura.
Al termine del processo di valutazione, il Consiglio formula un parere motivato per ciascuna candidatura, sottolineando le ragioni che giustificano l'approvazione o, eventualmente, il rigetto della proposta. Tale parere viene quindi trasmesso al Presidente del Consiglio dei Ministri, che rappresenta l'ultimo passaggio istituzionale prima della ratifica finale.
Il lavoro del Consiglio contribuisce anche a definire uno standard elevato di selezione, preservando il prestigio e l'integrità dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
Grazie a questa rigorosa attività di valutazione, l'assegnazione delle onorificenze continua a rappresentare un riconoscimento autentico e significativo, capace di ispirare le nuove generazioni.
Il ruolo del Capo dello Stato
La ratifica delle onorificenze da parte del Presidente della Repubblica rappresenta l'atto conclusivo di un lungo e articolato processo che mira a riconoscere pubblicamente meriti e comportamenti esemplari di cittadini che si siano distinti in vari ambiti della vita sociale, politica, culturale ed economica.
Il compito del Presidente della Repubblica è di assicurarsi che le onorificenze vengano conferite secondo criteri di merito che rispettino i valori e gli scopi fondanti dell'Ordine stesso e il suo intervento si inserisce in un sistema di selezione delle proposte pervenute. Benché il Consiglio abbia effettuato le sue valutazioni, il Presidente della Repubblica conserva il diritto di esprimere il suo giudizio finale.
Il Presidente, infatti, non è obbligato ad accogliere senza riserve tutte le proposte che gli vengono sottoposte ed ha la possibilità di esercitare un controllo critico e diretto. Se ritiene che una proposta non sia in linea con i principi che l'Ordine stesso persegue, o se considera che la persona proposta non abbia i requisiti di merito necessari, il Capo dello Stato ha la facoltà di respingere quella determinata candidatura. Questo aspetto evidenzia la funzione di garanzia che il Presidente esercita non solo sulla conformità alle regole, ma anche sulla qualità del riconoscimento. L'onorificenza, infatti, non deve solo essere un simbolo di apprezzamento, ma anche un segno tangibile dell'impegno verso il miglioramento e l'elevazione della società.
Una volta che la proposta è stata ratificata, il procedimento culmina nella formalizzazione dell'onorificenza attraverso la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.
Il ruolo del Presidente della Repubblica in questo processo non è solo un atto cerimoniale, ma una vera e propria funzione di tutela dell'integrità e dei principi dell'Ordine, in grado di assicurare che l'onorificenza conservi il suo valore e la sua autorevolezza nel tempo.
La cerimonia di conferimento
Il conferimento di un'onorificenza culmina sempre in una cerimonia speciale, che non è solo un evento formale, ma un vero e proprio momento di celebrazione del merito e dell'impegno civile e l'evento è organizzato con grande attenzione e cura, in modo che ogni aspetto rifletta l'importanza dell'onorificenza e il valore delle persone che la ricevono. La cerimonia non è solo un atto simbolico, ma un vero e proprio tributo alla dedizione e agli sforzi profusi dai premiati nel loro campo di attività, che abbiano riguardato la cultura, la scienza, l'arte o altri ambiti di rilevante impatto per la collettività. La solennità del momento è amplificata dalla presenza di figure istituzionali di primo piano.
La cerimonia può svolgersi in luoghi prestigiosi e carichi di significato, come le Prefetture o il Quirinale, spazi che evocano la tradizione istituzionale e che aggiungono solennità all'occasione.
Durante l'evento, uno dei momenti più significativi è sicuramente la consegna del diploma di conferimento, che ufficializza il riconoscimento e rappresenta un simbolo tangibile del merito raggiunto, un atto che segna l'inizio di un nuovo capitolo per i premiati, che entrano ufficialmente a far parte dell'Ordine a cui sono stati insigniti.
La cerimonia è concepita in modo che ogni dettaglio, dalla disposizione degli ospiti alla lettura delle motivazioni che hanno portato alla conferimento dell'onorificenza, sia pensato con l'intento di sottolineare l'importanza dell'occasione.
La lettura delle motivazioni, in particolare, è un momento particolarmente emozionante e significativo, poiché consente di illustrare pubblicamente il motivo per cui ciascun premiato merita tale riconoscimento, evidenziando non solo le sue doti personali, ma anche il suo impatto positivo sulla società.
La cerimonia, nella sua complessità e nella sua solennità, diventa così un'occasione unica per celebrare non solo il singolo, ma anche il concetto di merito come valore fondante di una comunità che riconosce e premia gli sforzi e le conquiste dei suoi membri.
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